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Mondo senza isole di plastica

Aqua

Un mondo senza isole di plastica

Sfortunatamente sì, esistono davvero.
Ci vuole poco tempo per bere da un bicchiere di plastica o da una bottiglia o utilizzando una cannuccia; può succedere che sbagliamo, ci distraiamo, e la confezione finisce in mare. Con il passare del tempo la plastica si sbriciola, ma senza scomparire del tutto perché mangiata dai pesci (e poi da altri animali o da noi). Il problema della microplastica ormai è terribilmente noto. L’hanno scoperta perfino in Antartide.
Questo dovrebbe far capire quanto ogni nostra azione, diretta o indiretta, sia importante per il nostro pianeta.

Ci sono studi effettuati dalle Università della Georgia e della California, che hanno constatato che la plastica è cresciuta dai 2 milioni di tonnellate del 1950 (data in cui è stata prodotta per la prima volta) ai 400 milioni del 2015, superando perfino molti altri materiali artificiali, come per esempio l’acciaio e il cemento.
È difficile pensare a un oggetto che non contenga polimeri, anche in minima parte. La plastica è diventata uno dei prodotti che meglio caratterizzano la nostra quotidianità. La nostra vita. È storia recente l’attenzione a questi problemi e il cercare di trovare soluzioni più ecocompatibili, ma il danno ormai è stato fatto.

La plastica degrada completamente solo in centinaia di anni. Non è un materiale facilmente biodegradabile. Se smaltita male causa inquinamento.
In mare esistono già isole artificiali che si sono formate spontaneamente grazie all’accumulo di rifiuti di varie grandezze e di miliardi di frammenti microscopici e leggerissimi che hanno la capacità di disperdersi ovunque, di confondersi con il plancton entrando direttamente nella catena alimentare. A ciò si devono aggiungere le diverse migliaia di animali marini (mammiferi, tartarughe, uccelli) che vengono uccisi da oggetti di plastica che hanno mangiato o in cui sono rimasti imprigionati.
Questi rifiuti non si limitano alla superficie, ma raggiungono il fondo del mare, rendendo la bonifica ancora più complicata.  (fonte Save the Planet)

Il mare non può più essere così.

Cosa possiamo fare?
Per prima cosa prestare attenzione a smaltire la plastica nel modo più corretto. Differenziandola.
Poi cercare di usarne di meno; sostituire le bottiglie d’acqua con thermos riutilizzabili e contribuire, per quanto possiamo, a inquinare meno. Bere acqua del rubinetto, senza privarla delle sue proprietà organolettiche. Con il dispositivo AQUA si può.

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